Verso le elezioni 2014: Sel-Uniti x Cambiare, Roberto Ida' "No a nuovo ospedale"; "contratto politico col PD"



1. Benvenuto su Immaginando Livorno, Roberto! Siamo ormai a ridosso delle elezioni, come sta procedendo la campagna elettorale?

Bene. Incontro molte persone ed associazioni di cittadini. Il nostro programma nasce e si sviluppa attraverso il confronto delle idee.


2. Partiamo dal principio, qual e' la tua storia? Chi e' Roberto ida'?

Svolgo la professione di architetto da trentotto anni,mi occupo prevalentemente di
urbanistica e di progettazione architettonica, ho insegnato per alcuni periodi come docente
incaricato per la facoltà di architettura di Firenze, la stessa dove mi ero laureato. Sono
sposato con Maria Cristina che è archeologa ed ho un figlio Emiliano, ingegnere
informatico. Le mie passioni ? Oltre l'architettura,l'urbanistica ed ovviamente la politica,
l'arte, pittura e scultura in particolare, la storia, la natura nelle sue diverse espressioni, il
viaggiare , il tiro con l'arco che pratico da moltissimi anni e la montagna. Politicamente
sono un libertario. Faccio politica all'interno di SEL da quando è nata come Sinistra
Democratica da una scissione del PDS, partito di cui non facevo parte. Non ho mai
ricoperto cariche all'interno di Amministrazioni. Le uniche cariche di tipo pubblico  le ho
ricoperte, nell'ambito dell'Ordine degli architetti sia come consigliere dell'Ordine, sia come
presidente dello stesso per dieci anni, sia come presidente della federazione degli Ordini
degli architetti della Toscana. Comunque ho vissuto sempre ed esclusivamente della mia
professione. Per comprendere i problemi della società, della gente, penso che sia
indispensabile, prima di tutto, lavorare avere esperienze professionali ed interessi culturali
che possano essere riversati anche nell'attività politica. Credo che sia un grave limite
vivere solo nell'ambiente politico e fare della politica un mestiere totalizzante, perché
porta  a perdere di vista la realtà.

3. Veniamo al programma. Quello di ora e' un periodo pieno di slogan e promesse. Cosa distingue, a livello locale, SEL dalle altre liste secondo te?

Ci distinguiamo per come il programma è nato, con la partecipazione dei cittadini
attraverso le “Primarie delle idee” , tuttora aperte, per  la sua chiarezza, siamo molto diretti
non usiamo il politichese,  per il radicamento ai valori di solidarietà nei confronti dei più
deboli, di libertà, di equità, di rispetto della dignità umana. Valori che sono propri del
pensiero progressista, socialista, ambientalista, libertario della sinistra europea non
velleitaria non fondamentalista.
Oltre a tutto questo, l'assenza di demagogia,  la formulazione di proposte ed obiettivi
realmente perseguibili e realizzabili per far rinascere questa città. Invito a leggere il nostro
programma sul sito www.facebook.com/sellivorno.it .

4. Qual e' il vostro rapporto col PD? Dov'è la discontinuità con la classe politica precedente?

 Con il PD è un rapporto di coalizione, tra noi c'è un contratto politico .  La cui condizione è
cambiare , dare un taglio netto al passato, rinnovare profondamente il modo di
amministrare Livorno. Alla parola discontinuità (parola che trovo troppo politichese)
preferisco cambiamento ,discontinuità può essere anche una piccola interruzione di un
percorso che poi può anche riprendere come prima . Cambiamento implica una svolta, un
cambio di direzione, di modi . Cambiare significa che una classe politica che non ha
governato bene non può più governare, deve essere sostituita completamente.


5. Livorno cavalca le classifiche dei principali indici negativi: disoccupazione, deflazione, chiusura degli esercizi commerciali, ma anche infezioni da HIV e numero di sfratti. Qual e' la ricetta di SEL per porre rimedio a questa ecatombe economica e sociale?

Questa ecatombe è determinata da due fattori, il primo è culturale il secondo di metodo
oltre che culturale :
il primo è determinato da un forte provincialismo che purtroppo pervade la città, dalla
autorefenzialità, dalla  presunzione di poter agire prescindendo dalle altre realtà territoriali,
sociali, culturali, economiche che ci circondano. Per certi aspetti anche una specie di
apatia diffusa che il “Lungomai” di Simone Lenzi descrive puntualmente;
il secondo è l'assenza di una visione al futuro di questo territorio, di un piano strategico
che dia obiettivi precisi e percorsi per raggiungerli, che ci faccia operare in rete. Penso
all'area costiera settentrionale della Toscana, alla bassa Val D'Arno, alla Versilia e la
Roberto Ida'
Lucchesia, all'entroterra alle nostre spalle ed  a Collesalvetti, Pisa, Lucca e Massa Carrara.
Occorre rivedere completamente il sistema dei servizi socio sanitari, riqualificare l'ambiente urbano, rilanciare i centri commerciali naturali, investire nella manutenzione dei beni e luoghi pubblici, nella cultura, nell'istruzione, nella formazione continua. Creare le
condizioni per sviluppare lavoro, investire nell'edilizia sociale con alloggi di rotazione che consentano di dare una risposta alle emergenze. Operare con percorsi che consentano, a chi si trova in gravi condizioni di indigenza, di marginalizzazione, di essere reintrodotto nel mondo del lavoro, nella vita attiva, con un aiuto economico, associato ad un lavoro
socialmente utile ed alla formazione professionale. Tutto questo è possibile, esistono
risorse specifiche che devono essere gestite al meglio, eliminando sprechi e semplificando
gli iter burocratici, operando con interventi convenzionati pubblico/privato e con atti di
Amministrazione Condivisa di  beni pubblici non utilizzati, male utilizzati o sottoutilizzati,
come parchi, aree verdi, edifici, coinvolgendo direttamente associazioni di volontariato e
gruppi di cittadini nella gestione ed uso di tali beni, con finalità di prevalente interesse
pubblico. Per fare tutto questo è indispensabile molta determinazione, capacità,
un'organizzazione efficiente e molto, molto lavoro di squadra.

 6. E pensabile trovare una soluzione locale senza l'appoggio diretto delle istituzioni regionali e nazionali?

Non è pensabile di trovare tutte le  soluzioni a livello locale . Occorre innanzi tutto operare
con altre realtà vicine in un ambito di area vasta, l'area costiera settentrionale ed il suo
entroterra. Questo anche per controbilanciare l'area metropolitana di Firenze. Inoltre
occorre operare in stretto rapporto con la regione facendo “pesare” l'importanza di questa
area e lo stesso deve essere fatto a livello nazionale ed europeo. Gran parte dei
finanziamenti passano dall'Europa ed il comune di Livorno non ha nemmeno un ufficio
dedicato alla partecipazione ai bandi di finanziamento europei. L'Italia riesce a prendere
solo il 5% dei finanziamenti che l'Europa le riserva perchè non si partecipa ai bandi, non si
predispongono progetti . E' una vergogna ! Solo per la nostra regione le risorse riservate
dal FESR con la direttiva 1303/13 ammontano a 900 milioni di euro (su 35 miliardi
destinati all'Italia), perdere questi finanziamenti come è stato fatto solitamente in passato è
un delitto nei confronti dei cittadini, in particolare di chi il lavoro non ce lo ha o lo ha perso.

7. Livorno aveva uno dei porti più importanti d'Europa, ma dagli anni '80 ad oggi il declino e' stato inesorabile. Cosa propone SEL sull'argomento? Quali i passi necessari per una ripresa stabile e duratura?

Prima di tutto occorre che sia posta fine alla “ guerra delle banchine”, il porto deve
operare a sistema, razionalizzando l'uso delle sue risorse e delle aree (attualmente sul
porto ci sono circa 35 ettari di aree sottoutilizzate, male utilizzate o  semi abbandonate ),
sviluppando un rapporto più stretto con l'Interporto che a sua volta deve svilupparsi
fornendo ulteriori servizi alla movimentazione delle merci come il confezionamento di
prodotti, etc. Occorre  collegare l'Interporto al porto con un'efficiente linea ferroviaria
diretta, ed escavare i fondali per consentire l'attracco delle navi più grandi.  Deve essere
superata la barriera tra porto e città rappresentata da via della cinta esterna.  Il porto deve
entrare nella città e la città nel porto . Il porto deve essere un pezzo di città , deve
integrarsi con il centro con il quartiere Venezia ed i borghi. Da questo ambito devono
essere allontanate attività incompatibili come il depuratore, così come è previsto dal
vigente PRG.
L'accesso al porto deve essere garantito da una sua specifica viabilità liberando in tal
modo via della Cinta Esterna che deve divenire una strada, o meglio  un viale,  a bassa
intensità di traffico, che metta in comunicazione tra loro la Fortezza Vecchia con il porto
Mediceo, i fossi, il forte San Pietro, il quartiere Venezia, la Dogana d'acqua , la vecchia
stazione S. Marco e la  piazza del Luogo Pio. Questo deve diventare  il prolungamento a
nord della passeggiata lungomare, deve essere il cardine della ricucitura tra porto e città,
la porta di accesso a Livorno, il luogo dove fare nascere e sviluppare attività ed
attrezzature a servizio dei cittadini e del turismo.

8. In caso di vittoria alle prossime comunali, come pensate di gestire la questione delle aziende municipalizzate e le relative nomine?

Le aziende municipalizzate devono essere profondamente riviste nella loro
organizzazione sia nel modo di operare che a livello di dirigenza. Queste sono aziende e
devono essere efficienti, quindi l'amministrazione e la dirigenza devono essere selezionate
in base a criteri esclusivamente di merito: competenze  e capacità. Non possono essere
cimiteri di elefanti politici o prebende per i più “fedeli”.

9. A Livorno si assiste da anni ad una fuga verso l'ASL di Pisa, con relativi costi di compensazione per quella labronica, finendo per impoverire l'azienda locale e alimentare questo circolo vizioso. Come risolvere la situazione? Qual e' la vostra posizione circa il nuovo ospedale? E' poi tutta li' la questione o c'è altro su cui focalizzare l'attenzione?

La fuga verso L'ASL di Pisa avviene per vari motivi , le vere o presunte maggiori
competenze e specializzazioni, i tempi lunghissimi di attesa per le prestazioni
specialistiche a Livorno.  Riteniamo che si debba rivedere profondamente la sanità
livornese ripartire sulla base della soluzione dei problemi prioritari :
riduzione  drastica  dei tempi di attesa per gli esami diagnostici e le visite specialistiche;
riportare  la  sanità  vicino  ai  cittadini  anche  fisicamente,  deve  essere  realizzato  al  più
presto  il  distretto  socio  sanitario  dei  quartieri  nord  e  deve  essere    potenziato  il
poliambulatorio dell'ospedale destinando il centro di Salviano ai quartieri  di Salviano , la
Leccia, Scopaia, la Rosa e mantenendo un centro per i quartieri sud; devono  essere  destinate  maggiori risorse  all'assistenza  domiciliare.  L'assistenza
domiciliare, nei casi in cui è clinicamente possibile ( la stragrande maggioranza ) è meno
onerosa, più efficiente e più efficace, perché il paziente rimane in famiglia nella sua casa.
Queste sono le priorità. Per quanto riguarda la realizzazione del nuovo ospedale, oltre a
problemi  di  natura  urbanistica,  non  ci  sono  le  risorse  sufficienti  per  la  realizzazione
dell'ospedale  a    Montenero,    mentre  tali  risorse  possono  essere  sufficienti  a  realizzare
interventi  che  consentano  di realizzare  le  case  della  salute  ed  il  nuovo  distretto  oltre  a
rinnovare  profondamente  l'ospedale,  nel  sito  in  cui  si  trova,  ristrutturandolo  in  parte  e
realizzando alcune parti ex novo.

10. Livorno ha un suo patrimonio artistico di rilievo, seppur dimenticato e quasi sepolto da polvere, macerie ed incuria, come ridare lustro alla città? Avete un'idea su dove trovare eventualmente i capitali per restituire alla città i suoi monumenti storici, quali ad esempio le fortezze e le terme del corallo? Qual e' e quale sarà il vostro rapporto con le decine di associazioni culturali presenti sul territorio?

Livorno ha un patrimonio culturale di grande valore, purtroppo poco conosciuto anche dai
livornesi, in particolare  un patrimonio architettonico ed urbanistico: quello che resta della
città  storica, le fortezze , i fossi, il lungomare, l'architettura dell'ottocento e dei primi del
novecento, l'acquedotto del Poccianti , i musei, una quantità enorme di opere di collezioni
sepolte nei magazzini pubblici e molto altro ancora. Questo patrimonio va salvaguardato,
recuperato,  valorizzato  sia  per  i  cittadini  che  come  elemento  di  attrazione  turistica.    Il
recupero    di  questi  beni,  di  grande  valore  storico architettonico,  testimoniale,  passa
obbligatoriamente  attraverso  l'aggiudicazione  di  finanziamenti  europei  e/o  interventi
pubblico privato .
Per poter concorrere all'ottenimento di finanziamenti europei è indispensabile avere una
precisa visione al futuro della città ed in questo quadro formulare progetti ben definiti.
Senza progetti concreti non si prendono finanziamenti. L'Italia è uno dei paesi che  prende
meno contributi europei perché non esiste una cultura di programmazione, di progetto,
siamo al terzultimo posto in Europa. Ripeto: è una vergogna.
Per quanto riguarda le Fortezze, il forte S.Pietro, questi, insieme all'ex stazione S. Marco,
al  quartiere  Venezia,  devono  divenire  l'asse  portante  di  un  sistema  di  grande  valenza
culturale  e  paesaggistico-­ambientale,  devono  essere  il  trait  d'union  tra  porto  e  città  ,  la
porta di Livorno,della Toscana, dell'Italia per chi viene dal mare, il luogo della storia, della
cultura, del bello, dell'arte, con musei, aree per mostre all'aperto, esposizioni, ma anche
luoghi  per  la  promozione  e  vendita  dei  prodotti  toscani  di  qualità  .  Le  terme  del  corallo
devono inserirsi in questo sistema  che dovrà essere oggetto di uno studio ed un progetto
specifico nell'ambito del nuovo strumento urbanistico generale. In questo ambito potrebbe
anche  essere  ripresa  in  chiave  moderna,  almeno  in  parte  la  loro  originaria  funzione  di
terme.

11. A Livorno sembra essersi persa l'identità tipica delle città toscane. Pensate sia possibile recuperarla? Se si, come?

Livorno non ha l'aspetto della tipica città toscana perché non è una città medioevale ed
inoltre  il  suo  centro,ridotto  in  macerie  dai  bombardamenti,  è  stato  ricostruito  con  le
caratteristiche delle periferie urbane dell'epoca. Livorno deve valorizzare la sua tipicità, i
borghi, il quartiere Venezia, i fossi, il lungomare, il porto mediceo, l'architettura neoclassica
e  liberty/  floreale.  E'  una  città  moderna,  bellissima  se  la  si  osserva  attentamente,  con
grandi  potenzialità  ed  una  grande  necessità  di  manutenzione,  di  arredo  urbano  e  di
riqualificazione. Dobbiamo togliere  la polvere che la ricopre, dobbiamo amarla di più.


12. Come pensate di rendere la città più attrattiva per l'imprenditoria? 

La conservazione di attività manifatturiere  e  terziarie nell’area livornese passa da una serie di
scelte che coinvolgono le politiche industriali nazionali ma anche il governo locale:
abbattimento del costo dell’energia, attraverso percorsi di uscita dal fossile con utilizzo della
cogenerazione e col ricorso a produzioni sostenibili, come l’eolico e il solare per i complessi
industriali e le maree per il porto, obbligatoriamente da elettrificare;
ruolo attivo del Comune e di Regione Toscana per la nascita in loco di attività di smaltimento
dei rifiuti industriali e del riuso del materiale differenziato; verso una vera e propria piattaforma
integrata dei rifiuti;
azzeramento  dei  costi  delle  acque  industriali  e  dei  rifiuti  reflui  attraverso  la  sostituzione
dell’attuale impianto del Rivellino, con un nuovo impianto di depurazione, recupero delle acque
e dei metalli pesanti sul modello di quelli della comunità di Barcellona;
gestione delle aree industriali e retroportuali esistenti, compreso Interporto, come elemento di
offerta  di  valorizzazione  della  realtà  locale,  anche  attraverso  il  recupero  delle  aree  oggi
perimetrale nei SIR;
strutture per la formazione continua di addetti ed operatori in modo da garantire la presenza
di personale qualificato/specializzato aggiornato;
 valorizzazione,  con  l’università  di  Pisa,  dei  circuiti  di  spin  off  nei  settori  ad  alto  valore
aggiunto, come l'aerospaziale, la robotica, la nautica di lusso.
La conservazione ed il rilancio di nuove attività produttive permetterà una diversificazione del
terziario, a partire dal turismo e dalla logistica, non al ribasso .


13. SEL ha i mezzi tecnici e di personalita' per governare la città insieme al PD?

Indubbiamente . Tra le nostre fila contiamo personalità di notevole esperienza e  competenza
in tutti i campi : docenti, dirigenti di azienda, amministratori; registi ; architetti ;esponenti del
terzo  settore;  legali;  sindacalisti;  urbanisti;  sociologi;  medici;  etc.  .  Persone  con  rapporti  ed
esperienze,  anche  internazionali,  che  potrebbero  portare  un  contributo  non  indifferente  alla
rinascita di Livorno Esperti con curricula di particolare valore sia a livello locale che nazionale
ed  europeo.  Credo  nelle  competenze  specifiche  non  nei  tuttologi  perché,  come  diceva
Macchiavelli “tutto è quello che sanno”....una parola sola. Per quanto riguarda i mezzi , non so
a  cosa  vogliate riferirvi,  comunque SEL  ha  un  centro  studi,  a  livello  nazionale,  con  il  quale
collaborano personalità di primo livello.


14. Parliamo delle elezioni: vi sentite realisticamente in grado di vincere? 

Se parliamo di coalizione sì, ci sentiamo in grado di vincere, di vincere anche al primo turno ,
ben sapendo che non è facile che non è una passeggiata. Puntiamo ad un buon risultato come
lista SEL­ Uniti X Cambiare Livorno. Abbiamo una bella squadra di candidati ed un programma
serio, realizzabile. Nessuno di noi è politico di mestiere siamo persone che vivono del proprio
lavoro e che possono riversare le loro esperienze in un nuovo modo di amministrare la città
insieme ai cittadini.


15. Nella scorsa amministrazione i rapporti tra SEL e PD non sono stati proprio idilliaci. Cosa e' cambiato? Qual e' la motivazione cardine che vi ha portato a supportare Marco Ruggeri?

Siamo usciti dall'amministrazione precedente perché non veniva attuato il programma, anzi
venivano perseguite scelte addirittura contrarie.   Abbiamo un contratto politico con il PD, con
Ruggeri. Contratto  alla cui  base c'è  la comune volontà di un netto, profondo, cambiamento
con  il  passato,  per  tirare  fuori  Livorno  dalla  palude  in  cui  è  finita,  farla  rinascere  con  la
partecipazione  dei  cittadini,  attraverso  un'amministrazione  efficiente,  sburocratizzata,
dinamica, che ha una chiara visione del futuro della città.


16. Lasciamoci con una promessa per i livornesi, qualcosa di cui ti senti sicuro al 100%, un cavallo di battaglia o qualcosa di sorprendente. Roberto Ida' e SEL promettono che, se dovessero vincere le elezioni....

Partecipazione, condividere le scelte con i cittadini , farli partecipi divulgando, dati, ipotesi di
progetti,  condividendo  esperienze  con  tempi  definiti  per  scegliere,  perché  partecipare  non
significa rinviare, significa analizzare, discutere, scegliere e fare, senza la pretesa di mettere
tutti d'accordo, perché altrimenti si arriva a niente, si prende in giro la gente. Partecipazione
come amministrazione condivisa, come ho già detto.  Qualcosa di sorprendente ? Vogliamo
che Livorno divenga una città di valenza europea , mediterranea. Una città attiva, un punto di
riferimento,  occorreranno  anni,  forse  non  basterà  una  legislatura,  ma  dobbiamo  perseguire
questo  obiettivo  con  determinazione,  superando  ostacoli  e  resistenze.  Le  risorse  ci  sono,
possiamo e dobbiamo farcela.

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